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IL TRIONFO DELL'ESTERIORE

 

    La maggior parte dei problemi che qui hai anticipato hanno a che fare tutti con uno strumento, la televisione. Strumento che, lungi dall'essere soltanto strumento, diventa il punto cruciale di tutte le iniziative, il punto terminale, il fine.

    La televisione non è uno strumento nuovo, nel senso che esiste da un bel po' di tempo. Eppure la smania di apparire sullo schermo e le conseguenze che questo comporta sul piano economico e sociale sono ancora di tutta evidenza. Ciò che va in televisione è, ciò che non va in televisione non è. La televisione pur raggiungendo capillarmente il pubblico, non è uno strumento democratico. Non solo perché non permette un’adeguata interazione, ma soprattutto perché nasce imponendo i suoi crismi di voce della verità.

      Ed oggi, nonostante molti la critichino ed essa stessa si sia abbastanza sputtanata, resta ancora il principale o forse l'unico teatro attraverso cui un fatto, diventando notizia, viene ad esistenza. E allo stesso modo un volto, diventando personaggio, viene anch'esso ad essere conosciuto e dunque eletto nella costellazione dei volti noti con acquisizione, solo per questo, di un plusvalore riscontrabile sul mercato.

     La televisione dunque impone unilateralmente le proprie facce ed i propri fatti e così viene deciso ciò che passa e ciò che non passa. Insomma è una voce sul piedistallo, non in mezzo al popolo come è invece Internet, dove tutto è orizzontale e più o meno egualitario, purchè si disponga di un collegamento!

    La televisione offre (non a tutti) interviste, lustro, voce a quanti attraverso essa si pongono inevitabilmente su un piano di superiorità rispetto alla massa passiva. Attraverso la televisione si ha una distinzione netta tra chi gioca e chi assiste, tra i fatti accaduti (quelli divulgati) e i fatti "non accaduti" (quelli non divulgati).

    Cosa c'entra tutto questo con il tuo discorso? La televisione è totalmente nelle mani del sottobosco che manda dietro allo schermo i suoi esperti, consulenti... ricordi i medici che andarono a visitare Pinocchio malato a casa della fata? E' quello che pressappoco accade con la televisione. E così vengono create a tavolino tesi contrastanti, come alla domenica sportiva! La TV apre quindi dei filoni che spesso per lungo tempo non abbandona: la pedofilia, gli aerei che cadono, i romeni ubriachi che guidano e provocano incidenti ed anche l’ambiente.

      Ognuno di questi filoni ha i suoi grilli parlanti, i suoi parrucconi, i suoi monsignori... e non ti puoi sbagliare: passano tutti attraverso lo schermo e le loro acrobazie dialettiche, i loro sofismi e le loro mistificazioni confluiscono ancora tutti in quella presunzione di credibilità, in quel "l'ha detto la televisione" che nessuno di noi ha ancora il coraggio di smascherare del tutto.

     Ma oltre alle falsità e alle mistificazioni, il danno che tutto questo provoca è essenzialmente un altro: quello di distogliere l'attenzione dai problemi veri, dalle vere emergenze, da quello che realmente sta accadendo intorno a noi.

     Per quanto riguarda la bellezza credo che questa rientri in un più generale concetto di "esteriorità" di cui la bellezza è certamente l'espressione di maggior impatto e quella meglio decodificabile, ma insieme ad essa esistono anche altre esteriorità, nevroticamente inseguite dalla gente del nostro tempo.

     Per le donne, lo abbiamo detto mille volte, il segno di maggior successo è dato dalla bellezza fisica, arricchita ovviamente attraverso il modo di vestire, di truccarsi, di abbronzarsi, cui ormai moltissime donne dedicano gran parte del loro tempo e finalizzano gran parte della loro esistenza, descrivendo ed esaurendo con questo unico linguaggio tutto il loro essere.

      Una volta le donne si facevano carine, per quanto possibile, per cercare un fidanzato. C'era quasi un’idea romantica, timida ed intima, dietro la loro ricerca della bellezza. Oggi attraverso la bellezza si inseguono traguardi che vanno ben al di là della semplice caccia ad un fidanzato. Con la bellezza oggi si ricerca una collocazione sociale completa (diventare la fidanzata di qualcuno può essere un semplice dettaglio in questo più grande disegno): il raggiungimento di quello che definirei il "successo universale" la cui maggiore fonte di ispirazione resta ancora una volta la televisione. Successo nel vestire, nel parlare, nei traguardi professionali, nell'acquisto di oggetti, di vacanze, nel raffronto con gli altri. E' come se la bellezza fisica fosse una luce che esalta tutto il resto, tutto quanto si trova intorno alla persona e alle sue vicende. E così vedi l'avvocatessa bella, con il suv, con la casa al centro, con il marito bello ed il bambino bello, come i personaggi della pubblicità.

    E' ovvio dunque che la bellezza è in grado di segnare profondamente il destino di una donna e di determinarne le vicende e la personalità. Così anche le scelte: avvicinare una di queste ragazze può risultare molto difficile poiché il primo requisito che devi avere è quello di essere "compatibile" e "collocabile" nel loro disegno di successo globale, cioè devi essere non semplicemente bello o simpatico, in molti casi neanche ricco, ma devi essere "adeguato", è questa forse la parola giusta. Cioè devi essere in grado di controbilanciare il suo "punteggio" sociale con altrettanto "punteggio". Insomma essere all'altezza.

     E questa adeguatezza deve essere riconoscibile da tutti, quindi decodificabile e decodificata attraverso precise icone esteriori che non riguardano solo la bellezza fisica. Ecco quindi che entrano in ballo anche elementi esteriori diversi dalla bellezza fisica. Elementi che rendono il confronto delle forze in gioco molto più complesso, sottile ed indecifrabile. 
    Non è esteriore soltanto ciò che si mostra e si vede: è esteriore anche un certo modo di essere, di parlare di presentarsi e di descriversi. Amori, amicizie e rapporti sociali in generale si reggono ora su questi dati esteriori, elementi che non conducono ad una intima conoscenza e condivisione, talvolta neanche dopo anni di rapporto. E così non ci si conosce mai veramente e si resta l’oggetto degli altri, senza anima né passione, ma solo con quella smania di rappresentare, curvi su se stessi, la quotidiana performante maschera del successo.

     Non c’è più spazio per le sconfitte, nessuno perde mai e quando qualcuno ne è costretto talvolta impazzisce, aggredisce, uccide, abortisce, per poi continuare a vivere cinico la propria indifferenza alla ricerca del prossimo riflettore, della prossima storia, della prossima persona, che prima o poi scorgerà la sua vetrina, adeguata e finalmente conforme con gli addobbi del suo piccolo grande mondo esteriore.

Fabio

Pubblicato il 19/9/2007 alle 0.6 nella rubrica Società.

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