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SANTORO SCADENTE...

Questa volta Santoro ha voluto certamente esagerare con quel suo fare un po' provocatorio e prepotente. La trasmissione è stata un'accozzaglia di luoghi comuni, esagerazioni e pregiudizi, sia da una parte che dall'altra. I DICO, la pedofilia e l'omosessualità sembravano concetti mescolati e mescolabili in modo disordinato ed altamente emotivo.

Dalla parte degli omosessuali il messaggio, per quanto forte e dirompente, non è stato credibile proprio perchè basato sull’emotività, disarmonico nei suoi input, con sbavature, generalizzazioni ed esagerazioni di ogni sorta, senza neanche provare a distinguere tra loro gli omosessuali: quelli esibizionisti, quelli riservati, ecc. Il messaggio corretto sarebbe stato quello di illustrare un fenomeno, l'omosessualità, in modo pacato e tollerante... poi si poteva comunque discutere.

             Dall'altra parte un Mastella che certo è la persona meno indicata per difendere certi valori della morale, un politico borbonico di vecchio stampo DC clericale.  La trasmissione è stata impostata, credo, fin dall'inizio per mettere in difficoltà Mastella e per mostrare a tutti lo spettacolo della sopraffazione a suo danno... e la corda si è tirata sempre più fino a prcovocare l'abbandono dello studio da parte del ministro.

Il tutto condito da quella atmosfera di vittimismo astioso tipica dell’ultimo Santoro, ma tipica anche di lobbies come i gay e gli ebrei il cui punto di forza è da sempre quello di sbandierare la propria emarginazione per poi farla diventare snobbismo, autoghettizzazione, estremismo.

             Quanto a Travaglio tutto sommato non mi pare che abbia detto cose così scandalose.  Ha difeso velatamente l'omosessualità attraverso paragoni ovvi che già altri avevano espresso: meglio froci che mafiosi! Intervento poco originale e poco incisivo, basato su una sola faccia della medaglia: quella di criticare chi si scandalizza dell'omosessualità ma poi commette illeciti penali o altre azioni ben più immorali dell'omosessualità. E' un quadro parziale (anche se condivisibile) della realtà, un quadro in cui emerge l'ovvia idea di tolleranza del fenomeno omosessualità di fronte a fenomeni molto gravi che forse non vengono giudicati con la giusta severità, quindi messaggio ovvio nel suo relativismo stile pagliuzza e trave.

    Sono mancate la pacatezza e la serenità del giudizio.

fp

Pubblicato il 9/3/2007 alle 23.44 nella rubrica Diario.

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