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IL TRIONFO DELL'ESTERIORE
post pubblicato in Società, il 19 settembre 2007
 

    La maggior parte dei problemi che qui hai anticipato hanno a che fare tutti con uno strumento, la televisione. Strumento che, lungi dall'essere soltanto strumento, diventa il punto cruciale di tutte le iniziative, il punto terminale, il fine.

    La televisione non è uno strumento nuovo, nel senso che esiste da un bel po' di tempo. Eppure la smania di apparire sullo schermo e le conseguenze che questo comporta sul piano economico e sociale sono ancora di tutta evidenza. Ciò che va in televisione è, ciò che non va in televisione non è. La televisione pur raggiungendo capillarmente il pubblico, non è uno strumento democratico. Non solo perché non permette un’adeguata interazione, ma soprattutto perché nasce imponendo i suoi crismi di voce della verità.

      Ed oggi, nonostante molti la critichino ed essa stessa si sia abbastanza sputtanata, resta ancora il principale o forse l'unico teatro attraverso cui un fatto, diventando notizia, viene ad esistenza. E allo stesso modo un volto, diventando personaggio, viene anch'esso ad essere conosciuto e dunque eletto nella costellazione dei volti noti con acquisizione, solo per questo, di un plusvalore riscontrabile sul mercato.

     La televisione dunque impone unilateralmente le proprie facce ed i propri fatti e così viene deciso ciò che passa e ciò che non passa. Insomma è una voce sul piedistallo, non in mezzo al popolo come è invece Internet, dove tutto è orizzontale e più o meno egualitario, purchè si disponga di un collegamento!

    La televisione offre (non a tutti) interviste, lustro, voce a quanti attraverso essa si pongono inevitabilmente su un piano di superiorità rispetto alla massa passiva. Attraverso la televisione si ha una distinzione netta tra chi gioca e chi assiste, tra i fatti accaduti (quelli divulgati) e i fatti "non accaduti" (quelli non divulgati).

    Cosa c'entra tutto questo con il tuo discorso? La televisione è totalmente nelle mani del sottobosco che manda dietro allo schermo i suoi esperti, consulenti... ricordi i medici che andarono a visitare Pinocchio malato a casa della fata? E' quello che pressappoco accade con la televisione. E così vengono create a tavolino tesi contrastanti, come alla domenica sportiva! La TV apre quindi dei filoni che spesso per lungo tempo non abbandona: la pedofilia, gli aerei che cadono, i romeni ubriachi che guidano e provocano incidenti ed anche l’ambiente.

      Ognuno di questi filoni ha i suoi grilli parlanti, i suoi parrucconi, i suoi monsignori... e non ti puoi sbagliare: passano tutti attraverso lo schermo e le loro acrobazie dialettiche, i loro sofismi e le loro mistificazioni confluiscono ancora tutti in quella presunzione di credibilità, in quel "l'ha detto la televisione" che nessuno di noi ha ancora il coraggio di smascherare del tutto.

     Ma oltre alle falsità e alle mistificazioni, il danno che tutto questo provoca è essenzialmente un altro: quello di distogliere l'attenzione dai problemi veri, dalle vere emergenze, da quello che realmente sta accadendo intorno a noi.

     Per quanto riguarda la bellezza credo che questa rientri in un più generale concetto di "esteriorità" di cui la bellezza è certamente l'espressione di maggior impatto e quella meglio decodificabile, ma insieme ad essa esistono anche altre esteriorità, nevroticamente inseguite dalla gente del nostro tempo.

     Per le donne, lo abbiamo detto mille volte, il segno di maggior successo è dato dalla bellezza fisica, arricchita ovviamente attraverso il modo di vestire, di truccarsi, di abbronzarsi, cui ormai moltissime donne dedicano gran parte del loro tempo e finalizzano gran parte della loro esistenza, descrivendo ed esaurendo con questo unico linguaggio tutto il loro essere.

      Una volta le donne si facevano carine, per quanto possibile, per cercare un fidanzato. C'era quasi un’idea romantica, timida ed intima, dietro la loro ricerca della bellezza. Oggi attraverso la bellezza si inseguono traguardi che vanno ben al di là della semplice caccia ad un fidanzato. Con la bellezza oggi si ricerca una collocazione sociale completa (diventare la fidanzata di qualcuno può essere un semplice dettaglio in questo più grande disegno): il raggiungimento di quello che definirei il "successo universale" la cui maggiore fonte di ispirazione resta ancora una volta la televisione. Successo nel vestire, nel parlare, nei traguardi professionali, nell'acquisto di oggetti, di vacanze, nel raffronto con gli altri. E' come se la bellezza fisica fosse una luce che esalta tutto il resto, tutto quanto si trova intorno alla persona e alle sue vicende. E così vedi l'avvocatessa bella, con il suv, con la casa al centro, con il marito bello ed il bambino bello, come i personaggi della pubblicità.

    E' ovvio dunque che la bellezza è in grado di segnare profondamente il destino di una donna e di determinarne le vicende e la personalità. Così anche le scelte: avvicinare una di queste ragazze può risultare molto difficile poiché il primo requisito che devi avere è quello di essere "compatibile" e "collocabile" nel loro disegno di successo globale, cioè devi essere non semplicemente bello o simpatico, in molti casi neanche ricco, ma devi essere "adeguato", è questa forse la parola giusta. Cioè devi essere in grado di controbilanciare il suo "punteggio" sociale con altrettanto "punteggio". Insomma essere all'altezza.

     E questa adeguatezza deve essere riconoscibile da tutti, quindi decodificabile e decodificata attraverso precise icone esteriori che non riguardano solo la bellezza fisica. Ecco quindi che entrano in ballo anche elementi esteriori diversi dalla bellezza fisica. Elementi che rendono il confronto delle forze in gioco molto più complesso, sottile ed indecifrabile. 
    Non è esteriore soltanto ciò che si mostra e si vede: è esteriore anche un certo modo di essere, di parlare di presentarsi e di descriversi. Amori, amicizie e rapporti sociali in generale si reggono ora su questi dati esteriori, elementi che non conducono ad una intima conoscenza e condivisione, talvolta neanche dopo anni di rapporto. E così non ci si conosce mai veramente e si resta l’oggetto degli altri, senza anima né passione, ma solo con quella smania di rappresentare, curvi su se stessi, la quotidiana performante maschera del successo.

     Non c’è più spazio per le sconfitte, nessuno perde mai e quando qualcuno ne è costretto talvolta impazzisce, aggredisce, uccide, abortisce, per poi continuare a vivere cinico la propria indifferenza alla ricerca del prossimo riflettore, della prossima storia, della prossima persona, che prima o poi scorgerà la sua vetrina, adeguata e finalmente conforme con gli addobbi del suo piccolo grande mondo esteriore.

Fabio




permalink | inviato da palmieri il 19/9/2007 alle 0:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
ALCUNE RIFLESSIONI
post pubblicato in Società, il 18 settembre 2007

     Mi piacerebbe che si trattassero alcuni argomenti.
Tra questi, quelle che definirei le grandi mistificazioni degli ultimi anni: la tesi catastrofistica sul clima e i consigli su cosa e come mangiare.
Se ci fai caso non passa giono che alla radio, in tv, su internet non si parli del caldo che farà tra trent'anni, che il clima è impazzito, che la temperatura aumenta dello o,.. ogni tot anni, etc. etc.
    Per non paralre dei vari nutrizionisti che si alternano e un giorno ci dicono che la pasta fa bene, il giono dopo che fa male, il giorno dopo ancora che il caffè è salutare, l'altro ancora che è deleterio o ancora la quantità di carboidrati e fibre necessarie per una corretta alimentazione... che bisogna mangiare frutta e verdura ( e sarà un caso che la frutta e la verdura al mercato la vendono come fosse argento?? Ma quanto costa a un agricoltore produrre una zucchina, una melanzana o un albero di pesco??? ), etc, etc..
Insomma ad occhio e croce c'è qualcosa che non quadra... In base a questi "esperti" e al pensiero dominante che impongono i media sembra che tra vent'anni saremo tutti sommersi dall'acqua per lo scioglimento dei ghiacciai oppure incapaci di nutrirci...

Altro argomento che voglio affrontare è quello dell'importanza assunta dalla bellezza fisica in questa società specie per le donne...
Nei posti di lavoro si vedono quasi eslusivamente ragazze giovani di bell'aspetto, molto curate e decisamente avvenenti...
Eppure nella vita di tutti i giorni ci sono anche ragazze basse, grasse, coi capelli in disordine, etc..
Perchè sui luoghi di lavoro queste ultime sono mosche bianche?
E soprattutto perchè se un nero o un omosessuale o un immigrato vengono respinti ad un colloquio tutti si indignano e prendono le loro parti, mentre se viene scartata una ragazza brutta nessuno dice niente?

    Gaetano




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STRANE LETTERE DAL COMUNE DI ROMA
post pubblicato in Società, il 15 settembre 2007
 

Caro Di Pietro,

 

         Mi rivolgo e Lei per denunciare un fatto. Il Comune di Roma sta inviando a moltissimi cittadini delle lettere dal contenuto vagamente minatorio! Nelle lettere si dice che potrebbero essere in atto infrazioni o irregolarità sul valore catastale degli immobili. Il cittadino pertanto è caldamente invitato ad incaricare a proprie spese un tecnico amico del Comune (tra quelli nell’elenco del Comune) per avviare delle verifiche sull’aggiornamento e la correttezza dei dati catastali del proprio immobile.

         In sostanza si tratta di una normale attività di istruttoria e di accertamento (suscettibile di comportare sanzioni in caso di riscontrati abusi) che invece di essere svolta dall’amministrazione, viene rimessa alla quasi facoltà (o al quasi obbligo) del cittadino che la paga a proprie spese e deve farlo entro il prossimo 31 ottobre.

         Se non lo fa, ed è qui l’ombra della minaccia, le sanzioni saranno più pesanti in caso di accertamento!!! Ma non è stato ancora accertato niente: il cittadino in regola dovrebbe pagarsi la propria istruttoria, con il tecnico del Comune ovviamente, prima che l’infrazione sia stata anche minimamente sospettata.

         Tutto questo ovviamente mi sembra illegittimo, mi sembra che ci siano perfino profili di incostituzionalità. Conservo la lettera del Comune per eventuali iniziative che da cittadino potrò intraprendere nel caso in cui la mia mancata ottemperanza all’invito comporti delle conseguenze che ritengo del tutto illegittime.

 

La saluto cordialmente

Fabio Palmieri

ROMA




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SCUOLA: RIFORMIAMO I GENITORI
post pubblicato in Società, il 7 settembre 2007

     Da tempo si parla di cambiamenti nella scuola: ogni ministro introduce una propria ricetta in cerca di visibilità e così oggi l’ordinamento scolastico versa in una situazione di caos e di disomogeneità in cui imperversano sacche di ignoranza, titoli inutili, criteri di valutazione bizzarri.

Ma al di là di tutto questo sono convinto che la maggior responsabilità del dissesto scolastico sia da attribuire ai genitori. Sono loro l’anello mancante in quel processo di educazione e formazione che vede nella scuola e nella famiglia le due istituzioni portanti e complementari.

I genitori mancano, latitano chiusi nei loro modelli di individualismo, consumo e privacy. E l’ingresso del telefonino nelle scuole, opera soprattutto dei genitori beceri ed indifferenti, ha dato il colpo di grazia a questa istituzione che già andava barcollando da tempo.

Il telefonino, può sembrare paradossale o esagerato, è in grado da solo di annientare un intero sistema scolastico proprio perché il suo utilizzo è totalmente incompatibile con le attività che si svolgono nella scuola.

Gli insegnanti dal canto loro hanno perso l’autorevolezza di un tempo, sono sottopagati, frustrati, spesso svogliati… e vengono visti più come plebei elargitori di bei voti e referenze che non come maestri da cui trarre insegnamenti. I genitori, ormai essi per primi, snobbano la scuola, non solo come dispensatrice di nozioni, ma anche come maestra di vita e di civiltà: sono più orgogliosi di un figlio ignorante, ma furbo e prepotente che non di un figlio colto e civile, perché c’è l’idea che soltanto il primo potrà farsi strada.

Questi genitori, che non sgridano né puniscono mai, pretendono che gli insegnanti non sgridino, non biasimino, non correggano i loro figli. E nel caso reagiscono in modo nevrotico e scomposto come quando qualcuno fa un graffio alla loro auto, deboli, esauriti, individualisti, apparenti in una confusa commistione tra proprietà privata, shopping, incapacità di tollerare, privacy... è il piccolo piccolo mondo borghese di apparenze e pubblicità.

fp




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LAVARSI DAI LAVAVETRI
post pubblicato in Società, il 4 settembre 2007

 Assistiamo ad un ventata di ostilità per gli immigrati. Le TV danno risalto quotidianamente agli illeciti commessi da extracomunitari. E così guida in stato di ubriachezza, rapine, efferati delitti fino ai lavavetri sembrano prerogative di questi uomini del male, gli immigrati. Certamente questo giornalismo asseconda i sentimenti più diffusi in questa società, sentimenti lontani dalle idee di accoglienza e solidarietà e sempre più vicini a quelle posizioni che la Lega di Bossi e Calderoli da tempo incarna.

E allora eliminiamo i lavavetri… immagino che presto verranno sanzionati gli automobilisti che si fanno lavare il vetro. In Italia così funziona: vengono colpiti i clienti delle prostitute, chi non si fa rilasciare lo scontrino, gli imprenditori vittime del pizzo, i familiari dei sequestrati! Ormai la storia la conosciamo. E così probabilmente tra un po’ verrà fuori l’idea di punire gli automobilisti che acconsentono al lavaggio del vetro.

Certamente i lavavetri sono un po’ molesti, questo non va negato. Insistono, abusano ed ora incominciano a non accontentarsi di offerte libere, ma di una tariffa fissa: in Via Salaria a Roma vogliono (almeno) 50 centesimi. E poi insultano chi non li paga.

Ora per tutto questo era sufficiente che i lavavetri venissero schedati uno per uno, con tanto di impronte digitali in appositi archivi della polizia. E poi era sufficiente che qualche pattuglia delle forze dell’ordine fosse un po’ in giro per la città ogni tanto. Ma pare che non esista più questa funzione di sorveglianza, di controllo…

Faremmo bene preoccuparci di dove andranno a trascorrere la giornata questi lavavetri una volta cacciati dal loro semaforo… andranno a coltivare un loro campicello? Frequenteranno una scuola di recupero o corsi serali? Non lo so. Ma il Sig. Rossi, con baffi e occhiali, da tempo indignato da questo degrado urbano, che non si addice alla sua dignità, potrà finalmente sostare al semaforo senza essere molestato!

fp




permalink | inviato da palmieri il 4/9/2007 alle 14:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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