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C'ERA UNA VOLTA LO STATO - L'EVASIONE FISCALE
post pubblicato in Idee politiche, il 28 agosto 2007

     L’evasione fiscale priva lo Stato delle risorse necessarie per sopravvivere e per organizzare servizi per i cittadini. Lo Stato avrebbe il compito di rispondere severamente a questo problema se è vero, come si legge, che l’entità dell’evasione fiscale corrisponde ogni anno a 2-3 leggi finanziarie!
    Abbiamo letto inoltre notizie su Valentino Rossi, e su Fisichella, semidei dell’acceleratore cui lo Stato ha timidamente contestato di aver omesso di versare ingenti somme al fisco, parliamo di milioni di euro. 
    In particolare Fisichella si è permesso di nascondere allo Stato ben 17 milioni di Euro (queste sono le notizie che ho letto). E non stiamo parlando di società di capitali, imprese, ecc. ma di ragazzetti che tengono in pugno lo Stato con il loro peso contrattuale e con i rapporti e le protezioni di cui godono (dagli sponsor all’opinione pubblica).
     
    E lo Stato cosa fa? Invece di perseguire l’illecito con tenacia e severità si fa dare le briciole: meno di quattro milioni di Euro!!!     
    Se un cittadino qualsiasi - perché, è ovvio, non siamo tutti uguali - omette di versare al fisco 200 Euro, viene perseguito nel modo più intransigente che possa esserci: innanzitutto all'epoca della contestazione la somma, tra mora, sanzione e rivalutazioni di ogni sorta diventerà almeno di 400-500 Euro! Ed aumenta con proporzioni al limite dell'usura se non viene versata entro le scadenze previste. E poi giù con cartelle esecutive, ufficiali giudiziari e pignoramenti!
 
    Dunque esiste un doppio fisco – dunque un doppio Stato: da un lato quello autoritativo che agisce d'imperio (che è quello che a me piace, intendiamoci) riservato ai piccoli evasori e cittadini comuni che spesso evadono per errore; dall’altro un fisco “contrattual transattivo”, in cui lo Stato ha il ruolo di contraente debole diposto a lasciare nelle mani dell'evasore anche il 70% della refurtiva pur di recuperarne il 30%. SI poteva fare almeno fifty–fifty da buoni complici! 
    Oltretutto questa soluzione viola specifici principi costituzionali sia con riferimento all’uguaglianza sia per il fatto di rendere l’imposizione regressiva invece che progressiva.
    Così non va! La gente queste cose non le sa e spesso non le capisce. Ma così facendo vengono regalati un bel po’ di soldi a persone non propriamente oneste, dietro lo schermo della legge! Quando accadono cose terribilmente ingiuste nel rispetto della legge, vuol dire che la democrazia e lo Stato si stanno esautorando.

FP




permalink | inviato da palmieri il 28/8/2007 alle 9:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
PRENDERSELA CON TREU E BIAGI?
post pubblicato in Società, il 10 agosto 2007

  Il contratto a tempo indeterminato è ormai uno strumento da museo: bisogna ammetterlo e prenderne atto. Viviamo in un’epoca in cui tutto è momentaneo, instabile, flessibile! Un’epoca in cui non ci leghiamo più agli amici, ai luoghi, agli affetti … forse solo alla squadra di calcio … Non esistono più cose che durano nel tempo eccetto la carriera di politici e di altri signorotti dell’universo finanziario, dirigenziale, manageriale.
    Che ruolo ha il contratto a tempo indeterminato? Simbolo delle storiche conquiste dei lavoratori, il sistema del Sottobosco, durante la legislatura di centro-sinistra del 1996, ha pensato di demolirlo e fare questo regalo agli imprenditori in modo gratuito, senza chiedere alcuna contropartita. 
    C
on la riforma Biagi (in cui Biagi ha svolto soltanto un ruolo strumentale per conto di apparati di destra e di sinistra) si è voluto dar l’idea di introdurre tante novità, ma in realtà la novità era solo una: la precarizzazione generalizzata e sistematica, adoperata come regola generale di costituzione dei rapporti di lavoro. La risposta non poteva che essere lo smantellamento dell’unica vetusta garanzia di cui godevano i lavoratori. Ma non ci si è limitati a distruggere la vecchia stabile modalità contrattuale: si è data la possibilità di non corrispondere quasi più contributi e di tagliare altre voci in busta paga oltre che siglare contratti anche per durate irrisorie come 2 o 3 mesi senza ferie, senza tredicesima, senza straordinari…
    Del contratto a tempo indeterminato si potrebbe fare a meno, e credo che in futuro si dovrà fare a meno. Ma il cambiamento doveva necessariamente muovere da un allineamento delle misere retribuzioni italiane a quelle dei paesi c.d. sviluppati, da una capacità delle imprese di produrre crescita e formazione, dalla capacità della società di ricollocare in breve tempo chi perde il lavoro. Ma tutte queste cose in Italia non esistono: qui esistono imprese finte in cui gli imprenditori non vogliono rischiare (e spesso riescono a non rischiare nulla), in cui tra l’amico di famiglia e il bravo professionista si finisce per preferire sempre il primo anche quando costa di più. L’obiettivo di chi intraprende non è guidato dalla passione e dalla voglia di fare, ma semplicemente dall’idea di arricchirsi facendo lavorare gli altri e di coltivare una rete di rapporti clientelari e di scambi di favori.
    Ecco perché lo smantellamento dello statuto dei lavoratori non farà altro che far emergere delle miserie … non solo in senso economico: fa emergere tutta la nostra cultura di borghesi piccoli piccoli, il nostro piccolo cinismo, il nostro gusto di non condividere progetti e successi con nessuno. In una parola la nostra piccola bieca individualità italiana! Mors tua vita mea, chi ha più polvere spara…

fp




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IL FISCO INCIAMPA SU VALENTINO ROSSI
post pubblicato in Società, il 9 agosto 2007

     Sessanta milioni di Euro, è quanto nasconde al fisco Valentino Rossi! Sono circa 120 miliardi di lire… questo la dice lunga anche sui suoi guadagni. Ma tutti dobbiamo inchinarci alla sua abilità sulle due ruote e tutti noi dobbiamo essere riconoscenti! Non entro ora nell’esempio che un motociclista può offrire ai giovani… è sufficiente osservare la condotta quotidiana di tanti italiani che sulle due ruote deturpano il codice della strada e provocano decine di morti e di feriti.
    Meditiamo anche sulla solidarietà della gente: alcuni sono disposti a perdonargli tutto solo perché corre in moto, qualcuno forse sarebbe disposto perfino ad aprire una colletta per rimettere il debito di Valentino nei confronti dello Stato (cioè di tutti noi), qualcuno dice che tanto lo fanno tutti… e perfino il viceministro Visco mesto e imbarazzato ha sentito il dovere di giustificarsi con una frase astratta e lontana dalle abitudini di questo Paese: la legge va rispettata! Una di quelle frasi che sembrano immediatamente seguite da un sonoro pernacchio, alla Totò.
     Insomma scoprire questa evasione è stato uno spiacevole incidente (ma a chi cavolo è venuto in mente di andare a controllare?!!!), incidente che presto verrà dimenticato e la notizia diventerà piccola piccola man mano che passano le ore… per non offendere i signori sponsor e l’immagine del pilota… e non sapremo come andrà a finire. Se pagherà, non pagherà, vincerà una gara e sarà perdonato, risolverà tutto con un ben condono fiscale pagando un quinto del dovuto… Questa è la nostra italietta e siate pur sicuri che il fisco troverà il modo di scusarsi con lui per averlo disturbato.

fp




permalink | inviato da palmieri il 9/8/2007 alle 11:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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