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ANCHE IO VOGLIO ESSERE CONSIDERATO RACCOMANDATO!
post pubblicato in Società, il 16 dicembre 2007

         Nelle mie prime esperienze di lavoro ero convinto che fosse un vanto ed un motivo di orgoglio il fatto di non essere un raccomandato. Poi man mano che è passato il tempo mi sono accorto che entrare senza raccomandazioni (o per concorso) equivale ad essere figli di nessuno, un po' come i figli adottati rispetto ai figli naturali. 
          Il concorso, benché sia un metodo imperfetto di selezione, costituisce ancora un tunnel di collegamento tra il sottobosco ed il resto della società. E' per questo che viene visto come il residuato di uno Stato sociale che consente agli scarti della società di ottenere cose che ormai ottengono solo i figli di una certa classe sociale. 
          Chi entra per concorso quindi viene visto come chi entra per intervento dello Stato: il merito di aver vinto un concorso ti pone sul piano di chi si serve dello Stato, come chi è handicappato o figlio di invalidi, come chi alla asl non paga il ticket... chi prende l'autobus... insomma come colui che, sfigato, usufruisce di una prestazione assistenziale pubblica, quella di dare posti di lavoro a chi solo con il concorso potrebbe ottenerli. 
            Di conseguenza una volta entrato devi sgobbare di più, se sbagli vieni più facilmente rimproverato, ed anche a livello di socializzazione puoi trovare delle difficoltà... per non parlare della visibilità e della possibilità di esercitare mansioni di livello più elevato...

           Qualcosa di simile sta accadendo ai magistrati. I magistrati rivestono l'unico compito istituzionale di alto livello per il quale si entra ancora per concorso. Questo i governi non lo tollerano e fanno del tutto, senza dare troppo nell'occhio, per cambiare questa regola. Con il concorso infatti possono entrare anche figli del vagone sganciato, romantici e zelanti difensori della giustizia. E come vediamo ogni tanto qualcuno, magari anche per farsi conoscere, esce dal seminato e mette sotto inchiesta personaggi del sottobosco o direttamente della politica. Da più parti si vuole eliminare il concorso... alcuni un po’ in malafede dicono che andrebbe eliminato perchè vi si annida la corruzione... ma pensa se il concorso non si facesse...!

La lotta tra politica e magistratura (che vede per ora quest'ultima soccombere) è anche una lotta di classe: da un lato i punti più alti del sottobosco che vogliono mantenere nei loro ambienti ricchezza e privilegi, dall'altro una setta, quella dei magistrati, composta troppo spesso da persone estranee al sottobosco, figli di nessuno, dunque poco gestibili e controllabili.

Per questo sono anche io alla ricerca di referenze, per poter finalmente dire non che sono bravo, ma che appartengo ad una determinata categoria sociale!

 

    fp

 




permalink | inviato da palmieri il 16/12/2007 alle 23:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
IL TRIONFO DELL'ESTERIORE
post pubblicato in Società, il 19 settembre 2007
 

    La maggior parte dei problemi che qui hai anticipato hanno a che fare tutti con uno strumento, la televisione. Strumento che, lungi dall'essere soltanto strumento, diventa il punto cruciale di tutte le iniziative, il punto terminale, il fine.

    La televisione non è uno strumento nuovo, nel senso che esiste da un bel po' di tempo. Eppure la smania di apparire sullo schermo e le conseguenze che questo comporta sul piano economico e sociale sono ancora di tutta evidenza. Ciò che va in televisione è, ciò che non va in televisione non è. La televisione pur raggiungendo capillarmente il pubblico, non è uno strumento democratico. Non solo perché non permette un’adeguata interazione, ma soprattutto perché nasce imponendo i suoi crismi di voce della verità.

      Ed oggi, nonostante molti la critichino ed essa stessa si sia abbastanza sputtanata, resta ancora il principale o forse l'unico teatro attraverso cui un fatto, diventando notizia, viene ad esistenza. E allo stesso modo un volto, diventando personaggio, viene anch'esso ad essere conosciuto e dunque eletto nella costellazione dei volti noti con acquisizione, solo per questo, di un plusvalore riscontrabile sul mercato.

     La televisione dunque impone unilateralmente le proprie facce ed i propri fatti e così viene deciso ciò che passa e ciò che non passa. Insomma è una voce sul piedistallo, non in mezzo al popolo come è invece Internet, dove tutto è orizzontale e più o meno egualitario, purchè si disponga di un collegamento!

    La televisione offre (non a tutti) interviste, lustro, voce a quanti attraverso essa si pongono inevitabilmente su un piano di superiorità rispetto alla massa passiva. Attraverso la televisione si ha una distinzione netta tra chi gioca e chi assiste, tra i fatti accaduti (quelli divulgati) e i fatti "non accaduti" (quelli non divulgati).

    Cosa c'entra tutto questo con il tuo discorso? La televisione è totalmente nelle mani del sottobosco che manda dietro allo schermo i suoi esperti, consulenti... ricordi i medici che andarono a visitare Pinocchio malato a casa della fata? E' quello che pressappoco accade con la televisione. E così vengono create a tavolino tesi contrastanti, come alla domenica sportiva! La TV apre quindi dei filoni che spesso per lungo tempo non abbandona: la pedofilia, gli aerei che cadono, i romeni ubriachi che guidano e provocano incidenti ed anche l’ambiente.

      Ognuno di questi filoni ha i suoi grilli parlanti, i suoi parrucconi, i suoi monsignori... e non ti puoi sbagliare: passano tutti attraverso lo schermo e le loro acrobazie dialettiche, i loro sofismi e le loro mistificazioni confluiscono ancora tutti in quella presunzione di credibilità, in quel "l'ha detto la televisione" che nessuno di noi ha ancora il coraggio di smascherare del tutto.

     Ma oltre alle falsità e alle mistificazioni, il danno che tutto questo provoca è essenzialmente un altro: quello di distogliere l'attenzione dai problemi veri, dalle vere emergenze, da quello che realmente sta accadendo intorno a noi.

     Per quanto riguarda la bellezza credo che questa rientri in un più generale concetto di "esteriorità" di cui la bellezza è certamente l'espressione di maggior impatto e quella meglio decodificabile, ma insieme ad essa esistono anche altre esteriorità, nevroticamente inseguite dalla gente del nostro tempo.

     Per le donne, lo abbiamo detto mille volte, il segno di maggior successo è dato dalla bellezza fisica, arricchita ovviamente attraverso il modo di vestire, di truccarsi, di abbronzarsi, cui ormai moltissime donne dedicano gran parte del loro tempo e finalizzano gran parte della loro esistenza, descrivendo ed esaurendo con questo unico linguaggio tutto il loro essere.

      Una volta le donne si facevano carine, per quanto possibile, per cercare un fidanzato. C'era quasi un’idea romantica, timida ed intima, dietro la loro ricerca della bellezza. Oggi attraverso la bellezza si inseguono traguardi che vanno ben al di là della semplice caccia ad un fidanzato. Con la bellezza oggi si ricerca una collocazione sociale completa (diventare la fidanzata di qualcuno può essere un semplice dettaglio in questo più grande disegno): il raggiungimento di quello che definirei il "successo universale" la cui maggiore fonte di ispirazione resta ancora una volta la televisione. Successo nel vestire, nel parlare, nei traguardi professionali, nell'acquisto di oggetti, di vacanze, nel raffronto con gli altri. E' come se la bellezza fisica fosse una luce che esalta tutto il resto, tutto quanto si trova intorno alla persona e alle sue vicende. E così vedi l'avvocatessa bella, con il suv, con la casa al centro, con il marito bello ed il bambino bello, come i personaggi della pubblicità.

    E' ovvio dunque che la bellezza è in grado di segnare profondamente il destino di una donna e di determinarne le vicende e la personalità. Così anche le scelte: avvicinare una di queste ragazze può risultare molto difficile poiché il primo requisito che devi avere è quello di essere "compatibile" e "collocabile" nel loro disegno di successo globale, cioè devi essere non semplicemente bello o simpatico, in molti casi neanche ricco, ma devi essere "adeguato", è questa forse la parola giusta. Cioè devi essere in grado di controbilanciare il suo "punteggio" sociale con altrettanto "punteggio". Insomma essere all'altezza.

     E questa adeguatezza deve essere riconoscibile da tutti, quindi decodificabile e decodificata attraverso precise icone esteriori che non riguardano solo la bellezza fisica. Ecco quindi che entrano in ballo anche elementi esteriori diversi dalla bellezza fisica. Elementi che rendono il confronto delle forze in gioco molto più complesso, sottile ed indecifrabile. 
    Non è esteriore soltanto ciò che si mostra e si vede: è esteriore anche un certo modo di essere, di parlare di presentarsi e di descriversi. Amori, amicizie e rapporti sociali in generale si reggono ora su questi dati esteriori, elementi che non conducono ad una intima conoscenza e condivisione, talvolta neanche dopo anni di rapporto. E così non ci si conosce mai veramente e si resta l’oggetto degli altri, senza anima né passione, ma solo con quella smania di rappresentare, curvi su se stessi, la quotidiana performante maschera del successo.

     Non c’è più spazio per le sconfitte, nessuno perde mai e quando qualcuno ne è costretto talvolta impazzisce, aggredisce, uccide, abortisce, per poi continuare a vivere cinico la propria indifferenza alla ricerca del prossimo riflettore, della prossima storia, della prossima persona, che prima o poi scorgerà la sua vetrina, adeguata e finalmente conforme con gli addobbi del suo piccolo grande mondo esteriore.

Fabio




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ALCUNE RIFLESSIONI
post pubblicato in Società, il 18 settembre 2007

     Mi piacerebbe che si trattassero alcuni argomenti.
Tra questi, quelle che definirei le grandi mistificazioni degli ultimi anni: la tesi catastrofistica sul clima e i consigli su cosa e come mangiare.
Se ci fai caso non passa giono che alla radio, in tv, su internet non si parli del caldo che farà tra trent'anni, che il clima è impazzito, che la temperatura aumenta dello o,.. ogni tot anni, etc. etc.
    Per non paralre dei vari nutrizionisti che si alternano e un giorno ci dicono che la pasta fa bene, il giono dopo che fa male, il giorno dopo ancora che il caffè è salutare, l'altro ancora che è deleterio o ancora la quantità di carboidrati e fibre necessarie per una corretta alimentazione... che bisogna mangiare frutta e verdura ( e sarà un caso che la frutta e la verdura al mercato la vendono come fosse argento?? Ma quanto costa a un agricoltore produrre una zucchina, una melanzana o un albero di pesco??? ), etc, etc..
Insomma ad occhio e croce c'è qualcosa che non quadra... In base a questi "esperti" e al pensiero dominante che impongono i media sembra che tra vent'anni saremo tutti sommersi dall'acqua per lo scioglimento dei ghiacciai oppure incapaci di nutrirci...

Altro argomento che voglio affrontare è quello dell'importanza assunta dalla bellezza fisica in questa società specie per le donne...
Nei posti di lavoro si vedono quasi eslusivamente ragazze giovani di bell'aspetto, molto curate e decisamente avvenenti...
Eppure nella vita di tutti i giorni ci sono anche ragazze basse, grasse, coi capelli in disordine, etc..
Perchè sui luoghi di lavoro queste ultime sono mosche bianche?
E soprattutto perchè se un nero o un omosessuale o un immigrato vengono respinti ad un colloquio tutti si indignano e prendono le loro parti, mentre se viene scartata una ragazza brutta nessuno dice niente?

    Gaetano




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STRANE LETTERE DAL COMUNE DI ROMA
post pubblicato in Società, il 15 settembre 2007
 

Caro Di Pietro,

 

         Mi rivolgo e Lei per denunciare un fatto. Il Comune di Roma sta inviando a moltissimi cittadini delle lettere dal contenuto vagamente minatorio! Nelle lettere si dice che potrebbero essere in atto infrazioni o irregolarità sul valore catastale degli immobili. Il cittadino pertanto è caldamente invitato ad incaricare a proprie spese un tecnico amico del Comune (tra quelli nell’elenco del Comune) per avviare delle verifiche sull’aggiornamento e la correttezza dei dati catastali del proprio immobile.

         In sostanza si tratta di una normale attività di istruttoria e di accertamento (suscettibile di comportare sanzioni in caso di riscontrati abusi) che invece di essere svolta dall’amministrazione, viene rimessa alla quasi facoltà (o al quasi obbligo) del cittadino che la paga a proprie spese e deve farlo entro il prossimo 31 ottobre.

         Se non lo fa, ed è qui l’ombra della minaccia, le sanzioni saranno più pesanti in caso di accertamento!!! Ma non è stato ancora accertato niente: il cittadino in regola dovrebbe pagarsi la propria istruttoria, con il tecnico del Comune ovviamente, prima che l’infrazione sia stata anche minimamente sospettata.

         Tutto questo ovviamente mi sembra illegittimo, mi sembra che ci siano perfino profili di incostituzionalità. Conservo la lettera del Comune per eventuali iniziative che da cittadino potrò intraprendere nel caso in cui la mia mancata ottemperanza all’invito comporti delle conseguenze che ritengo del tutto illegittime.

 

La saluto cordialmente

Fabio Palmieri

ROMA




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SCUOLA: RIFORMIAMO I GENITORI
post pubblicato in Società, il 7 settembre 2007

     Da tempo si parla di cambiamenti nella scuola: ogni ministro introduce una propria ricetta in cerca di visibilità e così oggi l’ordinamento scolastico versa in una situazione di caos e di disomogeneità in cui imperversano sacche di ignoranza, titoli inutili, criteri di valutazione bizzarri.

Ma al di là di tutto questo sono convinto che la maggior responsabilità del dissesto scolastico sia da attribuire ai genitori. Sono loro l’anello mancante in quel processo di educazione e formazione che vede nella scuola e nella famiglia le due istituzioni portanti e complementari.

I genitori mancano, latitano chiusi nei loro modelli di individualismo, consumo e privacy. E l’ingresso del telefonino nelle scuole, opera soprattutto dei genitori beceri ed indifferenti, ha dato il colpo di grazia a questa istituzione che già andava barcollando da tempo.

Il telefonino, può sembrare paradossale o esagerato, è in grado da solo di annientare un intero sistema scolastico proprio perché il suo utilizzo è totalmente incompatibile con le attività che si svolgono nella scuola.

Gli insegnanti dal canto loro hanno perso l’autorevolezza di un tempo, sono sottopagati, frustrati, spesso svogliati… e vengono visti più come plebei elargitori di bei voti e referenze che non come maestri da cui trarre insegnamenti. I genitori, ormai essi per primi, snobbano la scuola, non solo come dispensatrice di nozioni, ma anche come maestra di vita e di civiltà: sono più orgogliosi di un figlio ignorante, ma furbo e prepotente che non di un figlio colto e civile, perché c’è l’idea che soltanto il primo potrà farsi strada.

Questi genitori, che non sgridano né puniscono mai, pretendono che gli insegnanti non sgridino, non biasimino, non correggano i loro figli. E nel caso reagiscono in modo nevrotico e scomposto come quando qualcuno fa un graffio alla loro auto, deboli, esauriti, individualisti, apparenti in una confusa commistione tra proprietà privata, shopping, incapacità di tollerare, privacy... è il piccolo piccolo mondo borghese di apparenze e pubblicità.

fp




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LAVARSI DAI LAVAVETRI
post pubblicato in Società, il 4 settembre 2007

 Assistiamo ad un ventata di ostilità per gli immigrati. Le TV danno risalto quotidianamente agli illeciti commessi da extracomunitari. E così guida in stato di ubriachezza, rapine, efferati delitti fino ai lavavetri sembrano prerogative di questi uomini del male, gli immigrati. Certamente questo giornalismo asseconda i sentimenti più diffusi in questa società, sentimenti lontani dalle idee di accoglienza e solidarietà e sempre più vicini a quelle posizioni che la Lega di Bossi e Calderoli da tempo incarna.

E allora eliminiamo i lavavetri… immagino che presto verranno sanzionati gli automobilisti che si fanno lavare il vetro. In Italia così funziona: vengono colpiti i clienti delle prostitute, chi non si fa rilasciare lo scontrino, gli imprenditori vittime del pizzo, i familiari dei sequestrati! Ormai la storia la conosciamo. E così probabilmente tra un po’ verrà fuori l’idea di punire gli automobilisti che acconsentono al lavaggio del vetro.

Certamente i lavavetri sono un po’ molesti, questo non va negato. Insistono, abusano ed ora incominciano a non accontentarsi di offerte libere, ma di una tariffa fissa: in Via Salaria a Roma vogliono (almeno) 50 centesimi. E poi insultano chi non li paga.

Ora per tutto questo era sufficiente che i lavavetri venissero schedati uno per uno, con tanto di impronte digitali in appositi archivi della polizia. E poi era sufficiente che qualche pattuglia delle forze dell’ordine fosse un po’ in giro per la città ogni tanto. Ma pare che non esista più questa funzione di sorveglianza, di controllo…

Faremmo bene preoccuparci di dove andranno a trascorrere la giornata questi lavavetri una volta cacciati dal loro semaforo… andranno a coltivare un loro campicello? Frequenteranno una scuola di recupero o corsi serali? Non lo so. Ma il Sig. Rossi, con baffi e occhiali, da tempo indignato da questo degrado urbano, che non si addice alla sua dignità, potrà finalmente sostare al semaforo senza essere molestato!

fp




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PRENDERSELA CON TREU E BIAGI?
post pubblicato in Società, il 10 agosto 2007

  Il contratto a tempo indeterminato è ormai uno strumento da museo: bisogna ammetterlo e prenderne atto. Viviamo in un’epoca in cui tutto è momentaneo, instabile, flessibile! Un’epoca in cui non ci leghiamo più agli amici, ai luoghi, agli affetti … forse solo alla squadra di calcio … Non esistono più cose che durano nel tempo eccetto la carriera di politici e di altri signorotti dell’universo finanziario, dirigenziale, manageriale.
    Che ruolo ha il contratto a tempo indeterminato? Simbolo delle storiche conquiste dei lavoratori, il sistema del Sottobosco, durante la legislatura di centro-sinistra del 1996, ha pensato di demolirlo e fare questo regalo agli imprenditori in modo gratuito, senza chiedere alcuna contropartita. 
    C
on la riforma Biagi (in cui Biagi ha svolto soltanto un ruolo strumentale per conto di apparati di destra e di sinistra) si è voluto dar l’idea di introdurre tante novità, ma in realtà la novità era solo una: la precarizzazione generalizzata e sistematica, adoperata come regola generale di costituzione dei rapporti di lavoro. La risposta non poteva che essere lo smantellamento dell’unica vetusta garanzia di cui godevano i lavoratori. Ma non ci si è limitati a distruggere la vecchia stabile modalità contrattuale: si è data la possibilità di non corrispondere quasi più contributi e di tagliare altre voci in busta paga oltre che siglare contratti anche per durate irrisorie come 2 o 3 mesi senza ferie, senza tredicesima, senza straordinari…
    Del contratto a tempo indeterminato si potrebbe fare a meno, e credo che in futuro si dovrà fare a meno. Ma il cambiamento doveva necessariamente muovere da un allineamento delle misere retribuzioni italiane a quelle dei paesi c.d. sviluppati, da una capacità delle imprese di produrre crescita e formazione, dalla capacità della società di ricollocare in breve tempo chi perde il lavoro. Ma tutte queste cose in Italia non esistono: qui esistono imprese finte in cui gli imprenditori non vogliono rischiare (e spesso riescono a non rischiare nulla), in cui tra l’amico di famiglia e il bravo professionista si finisce per preferire sempre il primo anche quando costa di più. L’obiettivo di chi intraprende non è guidato dalla passione e dalla voglia di fare, ma semplicemente dall’idea di arricchirsi facendo lavorare gli altri e di coltivare una rete di rapporti clientelari e di scambi di favori.
    Ecco perché lo smantellamento dello statuto dei lavoratori non farà altro che far emergere delle miserie … non solo in senso economico: fa emergere tutta la nostra cultura di borghesi piccoli piccoli, il nostro piccolo cinismo, il nostro gusto di non condividere progetti e successi con nessuno. In una parola la nostra piccola bieca individualità italiana! Mors tua vita mea, chi ha più polvere spara…

fp




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IL FISCO INCIAMPA SU VALENTINO ROSSI
post pubblicato in Società, il 9 agosto 2007

     Sessanta milioni di Euro, è quanto nasconde al fisco Valentino Rossi! Sono circa 120 miliardi di lire… questo la dice lunga anche sui suoi guadagni. Ma tutti dobbiamo inchinarci alla sua abilità sulle due ruote e tutti noi dobbiamo essere riconoscenti! Non entro ora nell’esempio che un motociclista può offrire ai giovani… è sufficiente osservare la condotta quotidiana di tanti italiani che sulle due ruote deturpano il codice della strada e provocano decine di morti e di feriti.
    Meditiamo anche sulla solidarietà della gente: alcuni sono disposti a perdonargli tutto solo perché corre in moto, qualcuno forse sarebbe disposto perfino ad aprire una colletta per rimettere il debito di Valentino nei confronti dello Stato (cioè di tutti noi), qualcuno dice che tanto lo fanno tutti… e perfino il viceministro Visco mesto e imbarazzato ha sentito il dovere di giustificarsi con una frase astratta e lontana dalle abitudini di questo Paese: la legge va rispettata! Una di quelle frasi che sembrano immediatamente seguite da un sonoro pernacchio, alla Totò.
     Insomma scoprire questa evasione è stato uno spiacevole incidente (ma a chi cavolo è venuto in mente di andare a controllare?!!!), incidente che presto verrà dimenticato e la notizia diventerà piccola piccola man mano che passano le ore… per non offendere i signori sponsor e l’immagine del pilota… e non sapremo come andrà a finire. Se pagherà, non pagherà, vincerà una gara e sarà perdonato, risolverà tutto con un ben condono fiscale pagando un quinto del dovuto… Questa è la nostra italietta e siate pur sicuri che il fisco troverà il modo di scusarsi con lui per averlo disturbato.

fp




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Perche non si vuole risolvere il problema degli incidenti stradali
post pubblicato in Società, il 16 luglio 2007
 Il dramma degli incidenti stradali non è più tollerabile: le soluzioni esistono e sarebbero anche efficaci se ci fosse una vera volontà di risolvere il problema. Basterebbe infatti:

1) stipulare una convenzione internazionale in base alla quale non possono essere fabbricati motori che superino i 100Km orari. Quando si elimina la velocità si eliminano anche tutte le concause della morte (nebbia, alcol, strade non sicure, ecc.);

2) controllare tutta la circolazione attraverso l’uso delle telecamere poste una ogni 300 metri;

3) iniziare una buona volta a fare controlli seriamente e mettere in piedi un capillare e severo sistema repressivo da parte delle forze dell'ordine.

Inasprire le leggi non serve a nulla senza una seria volontà di volerle far rispettare. Allora qual è il problema? Perché non si fa? La prima delle tre soluzioni perché incompatibile con le esigenze commerciali, le altre due perché nella rete dei controlli è molto facile che cadano anche persone intoccabili, appartenenti al sottobosco della politica – amministrazione – impresa, persone a cui non sarebbe possibile applicare sanzioni, ambienti in cui è frequente sia l’uso di automobili potenti, sia l’assunzione di sostanze stupefacenti!

fp


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permalink | inviato da palmieri il 16/7/2007 alle 23:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Inflazione galoppante e costi della vita
post pubblicato in Società, il 17 giugno 2007
         C’è chi ancora dice che l’inflazione è ad una cifra… Ma lo fa elaborando dati lontani dalla realtà, senza guardare alla situazione reale. Chi vive nella quotidianità non può non constatare che la spinta inflazionistica data dall’Euro sta proseguendo il suo cammino. La vita di un pensionato o di un impiegato medio (anche laureato) sta diventando sempre più complicata. A voler essere ottimisti la situazione si potrebbe riassumere così:

- fare la spesa 350-450 Euro al mese se sei da solo (altrimenti 500-700 senza bimbi sperando però di avere 2 stipendi);

- pagare l'ICI (dai 150 ai 600 Euro all'anno - oggi- poi quando rivaluteranno i parametri catastali molti di noi saranno costretti a vendere la casa);

- pagare la luce: in media 55 Euro al mese;

- pagare il gas: in media 70 Euro al mese;

- pagare il telefono e internet: in media 80 Euro al mese;

- pagare la monnezza: in media 30 Euro al mese in rate semestrali;

- pagare il condominio: in media 70-100 Euro al mese poi dipende tutto dall'immobile;

- pagare il bollo auto: circa 15 Euro al mese per una macchinetta;

- pagare l'assicurazione auto: circa 40 Euro al mese per un catorcetto senza incidenti;

- pagare il canone Rai: mi sembra intorno ai 100 Euro all'anno.

Poi ci sono tutte le spese sanitarie e quelle dei farmacisti (30 Euro per quattro pasticche), spese che la ASL passa sempre meno e con tempi di attesa improponibili. Poi ogni tanto ci sono dentista ed oculista che alleggeriscono il tuo portafogli di qualche centinaio o migliaio di euro. Poi qualche spesa di manutenzione straordinaria della casa (1000-2000 Euro).

Poi c'è l'abbigliamento e le scarpe... ci sono le spese bancarie...

...e poi ci sarebbero i divertimenti... poveri divertimenti... una pizza ogni tanto, 15 Euro nei posti più economici mangiando il minimo... Ovviamente escludo del tutte le vacanze e i viaggi all'estero.

Ebbene: queste sono tutte le uscite più che probabili. Ora parliamo delle entrate:

500 euro per moltissimi pensionati; 1250 Euro al mese gli impiegatucci pubblici.

Tra qualche anno tutte queste cifre (quelle dei prezzi, non quelle degli stipendi) raddoppieranno e migliaia di persone cadranno nella povertà più nera, pur lavorando tutto il giorno.

FP


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permalink | inviato da palmieri il 17/6/2007 alle 9:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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