.
Annunci online

MA ANCHE ESSERE DI DESTRA...
post pubblicato in Idee politiche, il 21 febbraio 2007

Se essere di sinistra non ha più senso, il senso dell'essere di destra è forse ancora più difficile da trovare! Innanzitutto c'è da chiedersi «quale destra»: quella storica, quella liberale, quella fascista, quella democristiana o quella berlusconiana. La destra comunque, salvo la parentesi fascista (si parlava di nazione, di ordine e disciplina) non è tradizionalmente portatrice di particolari  ideali, tanto meno di ambizioni o finalità innovative, ma solo di qualche saggia istanza di difesa della famiglia borghese, della proprietà privata e di qualche ottusa posizione clericale.

C’è ben poco. Oggi quella che chiamiamo destra è popolata per lo più da loschi figuri inneggianti al farsi da sè, con la furbizia più che con la correttezza, gente a cui non affideremmo neanche le chiavi del motorino, solo a sentirli aprir bocca. Un venditore stile Vanna Marchi è il capo della coalizione sull'assurdo equivoco che chi sia capace di arricchire le proprie tasche con ogni mezzo, ed a ciò dedichi la sua vita, abbia anche le capacità, l'altruismo, la lungimiranza, il senso dello Stato… per dare benessere agli altri, a tutti!

Una destra che è compatta nel sostenere in modo acritico il proprio capo e le sue allergie per le regole, per lo Stato, per la giustizia, per i comunisti (che compaiono in ogni discorso anche se in realtà da tempo non esistono più). Una destra dagli slogan, dalle frasi ad effetto, dall'omologazione becera e servile dei Fede, Ferrara, Sgarbi, Bondi, Schifani, Taiani, Bonaiuti, ecc. tutti fatti con lo stampino.

Una destra che di fatto odia la concorrenza e preferisce i monopoli. Una destra che in definitiva non guarda alla produzione e all'impresa, ma all'arricchimento degli imprenditori e dei manager.

Una destra di impomatati ed incravattati che, sul messaggio tipo “noi siamo ricchi, potete esserlo anche voi, la sinistra è degli sfigati” punta a conquistare popoli dalla scarsa scolarizzazione, dotati di un immaginario elementare plasmato dalla televisione e dalle fiction.

Ma punta anche ai professionisti, ai commercianti, agli imprenditori cui strizza l'occhio per far capire loro che possono non pagare le tasse, che possono non rispettare i lavoratori, che possono difendere con la pistola i loro beni, che possono ricusare o disconoscere il ruolo dei giudici. E che se tiferanno per la destra diventeranno sempre più ricchi, in barba alla popolazione dei morti di fame, degli sfigati, di quelli incapaci di farsi da sé. Questo l’unico sprazzo di ambigua rappresentatività.

Il tutto senza un vero programma politico. In realtà, come si dirà in seguito, il potere è ormai tenuto dal “sottobosco”, un’entità certamente più di destra che di sinistra, ma che è del tutto indifferente ai cambiamenti di colore perché da tempo non li subisce più. Ne parleremo in seguito.

FP




permalink | inviato da il 21/2/2007 alle 8:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Sfoglia settembre        marzo
il mio profilo
tag cloud
links
calendario
cerca